Il viaggio immaginario di una piuma

Stavo passeggiando in campagna quando mi accorsi di una piccola piuma bianca che stava volteggiando nell’aria, andando ad adagiarsi delicatamente su un prato. Il mio sguardo volse verso l’alto e vidi allontanarsi una gazza.

Sicuramente, pensai, la piuma era la sua.

Era una giornata molto ventosa, una di quelle autunnali dove il vento si alterna, alcune volte con forti raffiche e subito dopo la tranquillità.

Ebbene, una forte ventata innalzò di nuovo la piuma che iniziò nuovamente a volteggiare nell’aria, radendo il suolo. Questa volta si fermò su un fiore, ricoprendolo come fosse una coperta. E restò lì per un po’, dondolando qua e là, essendo su una superficie non stabile.

Continuai la passeggiata allontanandomi da lei ma, con il pensiero, immaginai il viaggio di questa soave e candida piuma.

Pensai così che una bimba la raccoglieva per portarla a casa, ma sicuramente la mamma l’avrebbe sgridata e buttata nel sacchetto della spazzatura perché, secondo lei, quella piuma poteva essere portatrice di germi.

In poco tempo la piuma, che si librava nell’aria, si ritrovò nella spazzatura. Che fine squallida!

Ma la nostra piccola amica, dal cuore grande, le ridiede la libertà e la fece volare di nuovo, accompagnata dal vento.

Questa volta cadde sul davanzale di una scuola e attirò così l’attenzione di tutti i bimbi. La nostra piuma era felice, era piacevole avere tutti quei visi sorridenti intorno a lei. Ma l’odioso vento la fece di nuovo sobbalzare e la trasportò per un lungo tratto, facendola poi precipitare in un’aia di oche.

Tantissime sue simili, bianche e morbide, attutirono la sua caduta. Si guardò attorno e vide che era circondata da tanti bellissimi animali piumati. Si mischiò tra le altre ma tutto a un tratto si senti sollevare insieme a tante altre e messa in un sacco.

Cosa succede?” si domandò. Non essendo sola, però, non si preoccupò più di tanto. Lei e le altre vennero lavate, asciugate, sterilizzate.

Fortunatamente era talmente piccola che riuscì a mimetizzarsi e confondersi come le altre, molto più morbide di lei.

In pochissimo tempo si ritrovò a fa parte di un piccolo cuscino di raso imbottito di piuma d’oca.

Venne apprezzato e acquistato, così lei, piccola, sola e insignificante, avrebbe vissuto sempre in morbida compagnia.

Il piccolo cuscino venne posto nel lettino di un bimbo. Quale miglior sorte poteva capitarle?

Chissà se è successo veramente questo, alla piccola piuma. Ma io spero di sì!

 

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