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Filastrocca: il bruchetto diventa farfalla

Mi sono nascosto dietro a un funghetto,
non sono bello ma sono perfetto.
Mi piace nascondermi dietro ogni cosa
e poi fare “Bu!” Io mi diverto e rido a iosa!

Io amo tanto questo giardino,
mi infilo in ogni buco perché son piccino,
poi vado anche sull’altalena,
ma non tanto forte perché ho mal di schiena.

Scivolo piano dentro l’erbetta
e qui per trovarmi non abbiano fretta,
io mi  mimetizzo molto bene
e poi sto fermo, che mi conviene.

C’è un grande omone che mi fa paura,
è sempre fermo nella stessa postura,
non ho capito che ci sta a fare,
è in mezzo ai ciliegi:ne vuole assaggiare?

C’è anche uno scivolo e ci salgo pianino,
ci metto tantissimo, gradin per gradino,
ma poi è uno spasso scivolare giù,
arrivo ammaccato, sempre a testa in giù!

In questo giardino, che non è solo mio,
ci sto molto bene, ci sto da Dio
e poi se piove mi metto al riparo,
c’è una casetta dal tetto un po’ chiaro.

Lì posso dormire tutta la notte,
ma poi al mattino ho le ossa rotte,
sono vecchino ma non è poi tanto male,
ho l’esperienza, ne puoi approfittare!

Avete capito bimbi chi sono?
Non posso aiutarvi, vi chiedo perdono.
La soluzione dovete trovare
e nel mio orecchio poi pronunciare.

Secondo me avete capito,
bravo allora chi ci è riuscito.
Allora adesso posso salir su un bocciolo,
non striscio più, mi libro in volo.

E per chi non ha ancora capito,
ero un bruco e mi sono svestito!

Iniziativa filastrocche

Siamo giunti alla premiazione dell’ultima filastrocca di quest’anno, cioè quella di Dicembre, con la collaborazione tra il mio blog e il forum Graficamia.

La vincitrice è Paola con il lavoro abbinato alla filastrocca:

Babbo Natale e la casa nel bosco

In una piccola casa nel bosco
viveva un uomo, era un po’ orso,
non gli piaceva molto parlare
ma tutto il giorno si dava da fare.

Tagliava la legna, curava gli uccelli,
amava molto i pipistrelli,
erano brutti, nessun li voleva,
forse per questo ad esso piacevan.

Un giorno al caldo, nella casetta,
mentre di fuori c’era tempesta,
si mise a pensare: “Che vita che faccio,
sono qui solo, con questo tempaccio.

Io sono qui, nella casetta,
sono al caldo ma nessuno mi aspetta,
lo so, non amo molto parlare,
ma se insisto ce la posso fare”.

Chiamò a raccolta i suoi amici animali,
doveva lasciarli e andar dagli umani,
solo così poteva trovare
un nuovo amico con cui conversare.

Qualcosa di bello doveva portargli,
qualcosa di raro doveva fargli,
prese del legno e cominciò a lavorare,
fece un carretto, poteva bastare.

Ma fece ancora tanti altri oggetti,
venivano bene, eran perfetti.
Un cavallino, la macchinina,
anche un pupazzo e la bambolina.

E mise tutto dentro un sacco,
pesava tanto, era proprio fiacco,
chiamò allora degli amichetti,
erano gnomi, piccoletti.

Avete capito di chi parliamo,
e che ogni anno noi festeggiamo?
È Babbo Natale, che ama i bambini
e porta i doni anche ai birichini.