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La sposa del mare

Mi appassiono molto a quelle persone che riescono ad ottenere dalla loro vita quello che vogliono. Tante volte i nostri nonni o i nostri genitori avevano un sogno nel cassetto, ma per tanti motivi non hanno potuto realizzarlo. Che fosse un lavoro o un obiettivo diverso non importa.

Molti hanno dovuto ripiegare sul lavoro dei genitori, che questo consistesse nel portare avanti una attività commerciale o lavorativa in genere. Riguardo agli hobby se le risorse  economiche non lo permettevano rimanevano sogni nel cassetto.
E tu vivevi con stretto al cuore il tuo sogno. Magari facevi anche un lavoro che non ti appassionava e quindi ti adattavi a quella situazione perché non potevi fare altro.

Poi i tempi sono cambiati e, se volevi, potevi sceglierti il tipo di lavoro o di studio. E la vita così migliorava.

Negli ultimi decenni siamo ritornati indietro, ti potevi scegliere il tuo percorso di studio ma che poi, per la maggior parte, non lo portavi avanti come obiettivo futuro per carenza di posti vacanti.

Perché ho scritto questo articolo? E riprendo il discorso iniziale: mi appassiono molto a quelle persone che riescono ad ottenere dalla loro vita quello che vogliono.

E voglio scrivere di una donna soprannominata La sposa del mare. Il suo nome è Anna Maria Verzino, di Casalbordino Lido (Chieti) e fa la pescatrice.

Ha iniziato la sua attività ad appena 5 anni, accompagnando il padre Donato a pescare con la barca. Verso i 30 anni, convinta pienamente che quello sarebbe stato il suo lavoro ha ottenuto la licenza di pesca, perché era stata approvata la legge sulla parità dei sessi. L’ha ottenuta dopo aver superato le prove di abilità, quali il nuoto e gli esami.

Lei, unica donna in mezzo a tutti maschi.

Il lavoro del pescatore, come ben sappiamo, è molto impegnativo, sia se sei costretto a stare  fuori con la tua barca tutta la notte sia se esci solo per piazzare le nasse e le recuperi il mattino. Anna Maria faceva così, le ritirava al mattino.
E, come fanno tutti i pescatori, vendeva il pesce sulla spiaggia. A quei tempi era inusuale che questo lo facesse una donna.

Anna Maria è una donna schiva che non ama farsi fotografare e parlare di sé, ama la vita e ama soprattutto il lavoro che si è scelta. Non per necessità o per seguire le orme del padre ma perché il mare l’aveva dentro di sé, il mare era il suo mondo.
La mamma voleva che diventasse sarta ma lei rifiutò perché voleva diventare una pescatrice. E non si è mai pentita di questa scelta.
Nutrì un grande amore per Gloria, la sua prima barca e le altre che le succedettero ebbero sempre lo stesso nome.

«Quando cucino metto il gas molto basso sotto la pentola, così posso uscire sul balcone e guardare il mare». Meglio di questo concetto per definirla non esiste.
“Il mare per me è il mio mare. Gli voglio bene come se fosse una persona. È stata la mia vita intera”.

A ottantaquattro anni Anna Maria ancora affronta il mare, alcune volte con il fratello Bruno, spesso in solitaria avventura, in cerca non tanto di economie con cui contribuire alla vita familiare, ma, oggi più che in passato, alla ricerca di quell’appagamento esistenziale che ha caratterizzato tutta la sua vita. Un’esistenza che si riverbera sul suo volto intenso, plasmato dalla salsedine e ambrato dal sole dove il suo sguardo cristallino diviene ancor più luminoso, reso vivace dalla gioia di condurre una vita amata.

La sua vita l’ha vissuta pienamente, aneddoti da raccontare ne avrebbe tanti ma fanno parte solo del suo mondo.

E, con i suoi occhi azzurro ghiaccio,  scruta il mare, questo suo grande amico che non l’ha mai tradita.Tratto da:
https://d.repubblica.it/attualita/2016/05/18/foto/fotografia_pescatrice_centenaria_abruzzo_la_sposa_del_mare_annalisa_marchionna-3090884/1/

https://d.repubblica.it/attualita/2016/05/18/foto/fotografia_pescatrice_centenaria_abruzzo_la_sposa_del_mare_annalisa_marchionna-3090884/1/

Filastrocca: la tristezza del nonno

Quel bacio all’improvviso
scoccato sul mio viso
si, ve lo devo dire, 
mi ha fatto trasalire.

il bacio di un nonnino
incontrato quel mattino, 
vicino casa mia
e nella stessa via.

Andavo a pescare 
con gli amici, ero al mare,

la mamma mi guardava
mentre il mio passo si allontanava.

È durante quel cammino
che ho incontrato il nonnino.
Era magro, abbacchiato,
chissà cosa gli era capitato.

Continuai a camminare
ma da dietro le spalle lo volli guardare,
lo vidi venire avanti
ma i suoi passi erano stanchi.

Tornando a casa a quel bacio pensai,
non aveva senso, perché giammai,
quell’uomo a me sconosciuto,
aveva fatto quel gesto insoluto.

Raccontai allora tutto alla mamma,
che mi delucidò di questo dramma,
il suo figliolo e il suo nipotino
eran partiti quel triste mattino.

Molto lontani dovevano andare,
il lavoro del papà era oltremare;
non era sicuro di poterli ritrovare
e con quel bacio li lasciava andare.

Il blog Tiraccontoaunastoria ha recentemente iniziato una nuova collaborazione con il blog

Marcoscrive, nella sezione dedicata al nuovo progetto Baby Books TuBe, con l’intento di sensibilizzare i bambini sia alla lettura che alla scrittura.

Filastrocca: le stagioni del mare

Un bambino guarda il mare
e ritorna a giocare,
prende sabbia e secchiello
e comincia a fare un castello.
È talmente impegnato
con le torri e il tracciato,
non si accorge di nient’altro
gioca con il papà a fianco.

Un ragazzo guarda il mare
e comincia a scrutare,
cerca chi tra le onde nuota
e il suo sguardo intanto nota
una giovane ragazza
che gli piace abbastanza,
deve solo avvicinarsi
e in breve presentarsi.

Una mamma guarda il mare
e comincia a sognare,
era bello poter nuotare
e tuffarsi in alto mare.
E poi a riva ritornare
e abbronzarsi fino a scottare
ma ora non lo può più fare,
ha il bambino da guardare.

Una nonna guarda il mare
e il ricordo in mente appare,
lei, al sole a crogiolare
e il suo corpo da osservare.
Pensa al tempo che è volato
e le torna in mente il passato.
Quanti ricordi dentro al mare,
quanti pianti da dimenticare.

Lei da sola sulla spiaggia,
e il mare l’asciugamano bagna,
una lacrima cade giù,
non importa, è solo una in più.
La sua vita è stata bella,
alza lo sguardo e vede una stella.
Guarda l’onda avanzare
e ricomincia di nuovo a sognare.

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Marcoscrive, nella sezione dedicata al nuovo progetto Baby Books TuBe, con l’intento di sensibilizzare i bambini sia alla lettura che alla scrittura.

Filastrocca: non sono un pesce

Mi sono tolta il pannolino
e mi sono infilata il costumino,
ora nel mare mi devo buttare
ma ho paura, non c’è niente da fare.

Il babbo mi guarda con un sorrisetto,
il baffo trema, mi dà uno sberleffo.
Questo mi fa ancora più arrabbiare,
e non mi aiuta di certo ad entrare.

Passa davanti a me un pesciolino,
mi dà uno sguardo, è proprio carino.
Chissà chi gli ha insegnato a nuotare,

eh, la natura, quante cose sa fare.

E noi bambini invece perché,
dobbiamo nuotare, senso non c’è.
Già dobbiamo imparar a camminare,
e la pipì addosso non possiamo più fare.

Se sbagliamo in qualcosa ci sanno sgridare,
siamo piccini, dobbiamo imparare.
Il pesce nuota, la rana salta,

l’uccello vola, la biscia avanza.

Invece io devo imparare a nuotare,
non sono un pesce ma lo devo fare.
Guardo la mamma e poi il papà,
mi butto nel mare, che contenti li fa!Il blog Tiraccontoaunastoria ha recentemente iniziato una nuova collaborazione con il blog

Marcoscrive, nella sezione dedicata al nuovo progetto Baby Books TuBe, con l’intento di sensibilizzare i bambini sia alla lettura che alla scrittura.