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Trilli e la scuola del Gufo d’Oro

A pochi mesi dalle loro nozze, festeggiate con più di cento invitati provenienti da tutti i giardini del circondario, dalle sponde del fiume e perfino dalla vicina palude, la signora Carola e il marito Italo Volabene erano al settimo cielo, in attesa del lieto evento: sarebbero diventati genitori!

C’erano tre piccole uova verdazzurre  nel loro nido. E prima ancora che si schiudessero, la signora Carola passava intere serate a fare liste di nomi come si fa in ogni famiglia. “Come li chiamiamo caro? – chiedeva al marito – Per il primogenito pensavo a Jonathan. Già me lo vedo col petto in fuori, il becco all’insù, il panciotto. Il dottor Jonathan Volabene”.

“Ma che dici! – rispondeva il marito stizzito, bocciando l’ennesima proposta della moglie – Jonathan è un nome da gabbiano! Non se ne parla nemmeno”. Ogni sera così, discussioni interminabili, musi lunghi e ricerche negli lbi di famiglia, tra nomi antiquati e altisonanti dei conti Volabene: Sigismondo, Petronilla, Berengario… Non se ne usciva. Finché i due coniugi, per amor di pace, arrivarono a un accordo: “Decideremo i nomi a prima vista”.

E così fu. Il primo nato, un morbido batuffolo con il capino tutto arruffato, fu chiamato Piumetta. Il secondo Beccuccio, per via del broncio adorabile che gli dava il becco ritorto all’ingiù. L’ultimo della nidiata con il piumaggio di un bell’azzurro cielo, divenne invece Trilli, perché più che un “cip cip” faceva un “tin tin” squillante, come un campanellino.

Da quel momento, per settimane, i signori Volabene non ebbero un attimo di respiro: dal nido al giardino, era tutto un andirivieni indaffaratissimo in cerca di vermetti. E mentre i giorni passavano il signor Volabene, e ci teneva a onorare il suo cognome, non vedeva l’ora di insegnare alle sue creature a spiccare il volo.

“Allora, si comincia, sono pronti?”, chiedeva ogni mattina battendo la zampetta sul ramo. “ Stai calmo, Italo. – rispondeva la moglie – Piumetta e Beccuccio possono già fare la loro prima lezione, ma con Trilli bisogna avere pazienza: mangia poco, è cresciuto meno dei fratelli e nasconde il capino sotto l’ala anche di giorno. C’è qualcosa che non va, sarebbe meglio consultare qualcuno!”. La signora Carola aveva ragione! Anche Italo aveva notato che Trilli era a disagio, impaurito, più piccolo e fragile dei fratelli.

La visita del dottor Gufo d’Oro, titolare dell’omonima scuola di volo, durò più di un giorno e fu molto accurata. Il dottore non trascurò nulla e, dopo aver preso molte pagine di appunti, chiamò Carola e Italo: “Trilli vede e sente poco purtroppo. – disse ai genitori, sgomenti – Ecco perché non osa volare fuori dal nido. Ma non dovete disperare: nella mia scuola ci sono professionisti eccellenti, come il signor Pippi Strillo. Vedrete che, con il suo aiuto, Trilli imparerà a volare.”

Inutile dire che il signor Italo pianse quella sera tutte le sue lacrime, consolato dalla moglie. “Non fare così caro. – gli disse lei – Iscriveremo Trilli alla scuola di Gufo d’Oro e lo affideremo al signor Pippi Strillo: vedrai che lui saprà cosa fare con il nostro piccolo”.

“Fidati Italo, sei in buone mani. – dicevano gli amici al signor Volabene – Pippi Strillo porta due occhialoni molto spessi, eppure vola al tramonto che è una bellezza. Nessuno l’ha mai visto sbagliare direzione. Ha un metodo tutto suo, vedrai.”

Ed era vero. Italo lo constatò lui stesso, spiando le prime lezioni. “Annusa, annusa… li senti i profumi? – suggeriva il signor Pippi Strillo al piccolo Trilli – Usali per orientarti!” Vibrazioni, odori, spostamenti d’aria: lezione dopo lezione, Trilli apprendeva i segreti di Pippi Strillo.

Ma nei suoi occhietti offuscati rimaneva una domanda, che il signor Pippi Strillo intuiva con chiarezza, nonostante Trilli cinguettasse i suoi “tin tin” con difficoltà: “E se poi cado, picchio il becco contro un albero o un muro e mi faccio male?”. “Tranquillo. – rispondeva Pippi Strillo al piccolo – Seguimi, impara e vieni a scoprire il mondo con me.”

Per allenare in sicurezza l’inesperto allievo, Pippi Strillo, da buon maestro, aveva ideato un trucchetto: se incontri un ostacolo lo sentirai prima di andarci contro e ferirti.” aveva suggerito al piccolo Trilli che, felicissimo, volava sempre più sicuro di sé, grazie a questi preziosi insegnamenti.

Mamma Carola e papà Italo assistevano emozionanti ai progressi del piccolo di casa, passato nel giro di sole tre settimane dai primi saltelli fuori dal nido ai voli più arditi e lunghi. In più, Trilli stava imparando a fare “cip cip” con la signora Cocorita ed era sempre più chiacchierone.

Ormai non lo si teneva più. Trilli svolazzava contento tutto il giorno, di albero in albero, chiedendo agli uccellini della sua età “Cip, cip, giochiamo insieme ad acchiappa il vermetto?” Mamma Carola era fuori di sé dalla gioia e il marito orgogliosissimo. ” Non c’è che dire – fu la conclusione di papà Italo – la scuola di Gufo d’Oro ha proprio quel colpo d’ala in più. E comunque, beh… Il mio Trilli è pur sempre un Volabene!”

L’autrice del libro (che fa parte della collana Disney Fairies / Storie di fate) è Kiki Thorpe.

https://www.legadelfilodoro.it/it/la-lega-del-filo-doro-e-la-scuola-un-legame-a-doppio-filo

L’uccellino ferito

Ho visto un uccellino ferito in un prato,
non ho capito se è caduto o cosa è stato,
forse la sua mamma gli insegnava a volare
e lui però non è riuscito ad imparare.

Si sente solo, si sente smarrito,
non ha capito perché è ferito,
eppure aveva ascoltato per benino,
in cosa ha sbagliato, si sente un cretino.

I suoi fratelli gli volan vicino,
eppure hanno fatto lo stesso cammino,
perché loro sì e invece lui no,
è molto triste tutto ciò.

Ma noi non siamo tutti uguali,
chi mette prima o dopo le ali,
chi vola veloce e va lontano,
chi gira intorno a un deltaplano.

Il nostro uccellino adesso ha capito,
si guarda l‘ala un poco smarrito,
ma guarirà, questo lo sa,
e riprenderà il volo, ma con mamma e papà!

Iniziativa filastrocche

È da più di un anno che collaboro con il forum Graficamia. 

Ogni mese inserisco nel loro forum un contest con una nuova filastrocca e le bravissime grafiche eseguono un lavoro  inerente la filastrocca inserita, cambiandola ogni mese.

Non è cosa semplice ma loro con grande impegno riescono sempre ad abbinare al tema della filastrocca un bellissimo lavoro grafico. 

La vincitrice del mese di Febbraio è Duchessa con il lavoro abbinato alla filastrocca:

L’uccellino altruista

Un uccellino è passato su un prato
e si è appoggiato ad un ramo spezzato,
gira la testa di qua e di là,
ha molta fame ma fortuna non ha.

Nel freddo inverno, dove tutto è ghiacciato,
trovare del cibo non è proprio scontato,
i vermi ormai sono tutti spariti

e anche i semi si son rinsecchiti.

Eppure qualcosa deve trovare,
non può vivere senza mangiare.
Ecco, vede una luce in una casina,
è molto lontana ma è tanto carina.

Dispiega le ali, è pronto a partire,
prima o poi la fortuna deve venire,
comincia a volare e va piano piano,
fa molta fatica e la casa è lontano!

Si appoggia sul vetro della finestra,
si accorge che dentro c’è una gran festa,
ma poi, con lo sguardo vede un piattino
con dentro le briciole, sul balconcino.

Anche per lui oggi è un festa,
mangia le briciole ma qualcuna ne resta,
vuole dividerle con un altro uccellino
e spicca il volo dal balconcino.

   

Iniziativa filastrocche

Anche questo mese, Giugno, c’è stata la collaborazione tra il mio blog e il forum Graficamia, riguardo le filastrocche.

La vincitrice di questo mese è Lorette,  con il lavoro abbinato alla filastrocca:

La soddisfazione di una nonna

“Nonna ma oggi cos’hai?
Sei proprio strana, lo sai?
Vai avanti e indietro in giardino
e parli con un uccellino.

Mi sembri di buonumore
ma mi si stringe il cuore,
quello che fai non ha senso,
anzi, mi lascia sgomento!

Poi ti rivolgi a un topino
e gli dici che ha un bel visino.
E alzi gli occhi al creato
con uno sguardo beato.”

Tu noti il mio turbamento,
mi abbracci e in un momento
io ho capito ogni cosa,
per te la vita è gioiosa.

Sei grata di quello che hai,
null’altro ti interessa ormai,
dalla vita hai avuto e hai dato
e il tuo cuore ora è appagato”.

Iniziativa filastrocche

Continua il rapporto con il forum Graficamia per quanto concerne le filastrocche. 

Anche questo mese la vincitrice è Paola con il lavoro abbinato alla filastrocca:

L’uccellino sfortunato

C’era una volta un cagnolino
faceva la pappa nel suo giardino,
in una scodella tutta dorata,
anche se era un poco ammaccata.

Passa di lì un uccellino
e vede il cibo nel scodellino.
Ha fame e freddo quindi ci sta,
mangiare un poco di quella bontà.

Esso si posa pianin pianino
vicino al cibo, ma, poverino,
arriva il cane molto arrabbiato,
lo manda via, rassegnato.

E l’uccellino ci pensa un pochino
e adocchia ben bene quel bocconcino,
ma non ne vale proprio la pena,
morire per una scodella piena.

Ora non resta altro da fare
e piano piano rinizia a volare…

Filastrocca: i sette uccellini

Dentro un’anfora nel mio giardino
un cinguettio udii vicino.

Mi avvicinai allora pianino
posi l’orecchio dentro al buchino.

Di colpo vidi uscir un uccellino
le piume eran gialle era un canarino?

No, non poteva essere quello
poteva forse esser un fringuello.

Ma cosa dico, è una cinciallegra,
che fregatura che mi son presa.
Aveva covato sette ovetti
e tutti quanti uscirono lesti.

Non sanno ancora bene volare,
ci tocca dunque allora aspettare

E quando son pronti se ne potranno andare
e il mio giardino potran visitare.

Dopo che avranno dato uno sguardo
voleran via senza nessun traguardo.
Ma tanta strada non deve fare
dovrà a Giugno ancor ritornare

Ritroverà la stessa casetta,
cioè l’anfora che l’aspetta!