L’orgoglio di indossare una divisa

Chissà perché quando si parla di orgoglio nell’indossare una divisa il primo pensiero verte verso il carabiniere o altro corpo militare. Ma non è sempre così. Vi sono tanti motivi e mestieri che ti inducono ad indossarla.

Io amo la divisa! La amo perché mi fa sentire parte di un gruppo, di una minima parte di società. Mi fa capire che non sei solo nel percorso di vita che ti sei scelto. Fortunatamente ho avuto modo di indossarne di tanti tipi in tutti questi anni.

Ho iniziato con la divisa all’asilo, bianca e poi nella scuola, al contrario, nera!

In contemporanea, in estate, ho indossato la divisa per le colonie estive. Maglietta a righe, una pool pesante, un cappellino bianco con visiera e la sacca con il tuo nome in cui avevi il cambio, il necessario per lavarti. Io che abitavo a Genova partivo con il pullman verso la montagna, precisamente a La Thuile, in Val d’Aosta. Decine e decine di pullman tutti allineati e dopo aver sentito pronunciare il tuo nome salivo in quello predisposto per te, in mezzo  a tanti sconosciuti.

Dopo questa divisa transitoria, arriviamo a quella dei boy scout. Ero una scolta, il corrispettivo femminile di rover e favevo parte del Fuoco, essendo entrata nel movimento  all’età di 15 anni. Indossare la divisa, meglio detta uniforme, nello scoutismo è un orgoglio. Tutti vestiti uguali nella stessa nazione tranne il foulard che ti contraddistingue dagli altri gruppi. Quando la indossavi sentivi di appartenere a una gruppo mondiale, composto da milioni di bambini e ragazzini e una minima parte di uomini adulti. Tu eri uno di loro, una goccia nell’oceano.

La divisa successiva è stata quella da infermiera. Candida, immacolata, dava un senso di fiducia al paziente. La divisa quando ero giovane era molto diversa da ora. La classica giacca bianca con la striscia di riconoscimento di colore diverso secondo la mansione. In testa il velo, come le suore, che portavi con orgoglio ma era fastisiosissimo. Non ti ci potevi abituare. E’ seguito una specie di cappellino inamidato che dovevi “agganciare” ai capelli  con tante mollette…

L’ho indossata per tantissimi anni, cambiando modello e arrivando dalla gonna al pantalone, molto più pratico. Il colore bianco però era sempre di moda!

Dopo la divisa da infermiere ho indossato quella del MASCI (movimento adulti scout cattolici italiani), con colori diversi nella camicia dal gruppo dei giovani. Grigia invece che azzurra!

Come ultima divisa, almeno credo, sto indossando quella della Croce rossa Italiana. Non ho potuto indossare quella delle crocerossine, che era il mio sogno giovanile, perché non potevo permettermelo. Questa è completamente rossa, visibile  a distanza…

Ho iniziato con il bianco e finisco con il rosso!

Concluderei dicendo che le divise o uniformi hanno fatto parte del mio bagaglio di vita. In tutti i casi è stato un onore indossarle.

Non potrò mia dimenticarle. 

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