Site icon Ti racconto una storia

I nipoti rendono il mondo un po’ più morbido, un po’ più gentile, un po’ più luminoso.

Riporto questa frase dal web perchè la condivido pienamente.

“I nipoti riempiono la tua giornata di baci, abbracci, coccole, pensieri, doni.”

Giada, la più grandina, di 3 anni e mezzo, mi riempie ogni giorno le mani e le tasche di fiori di campo, foglie, sassi, disegnini. Ognuno di questi è un “regalo” per me, aggiungendo sempre la frase che ti allarga il cuore “Ti voglio tanto, tanto bene nonna”!

E’ un insieme di energia che fa dimenticare tutto.

E poi le mie risate dopo le sue frasi:

“Giada, metti il cappellino che il sole brucia”! “Nonna, il sole è caldo, caldissimo ma non brucia”.

Dopo una sgridata. “Nonna, i bimbi sono belli, non vanno mai sgridati”.

Ho detto che l’omogeneizzato di frutta non mi piace. “Nonna, devi mangiarlo, fa bene al pancino”.

Frasi ingenue, tenere, che ti portano a stringerla forte, tanto da farle quasi male.

E Greta, la piccolina, ti guarda con i suoi occhioni di colore non ancor ben definito. Soli 70 giorni di vita e quando le parli ti ride già, volge lo sguardo verso di te e si apre un sorriso, il loro primo mezzo di comunicazione insieme al pianto.

Si parla di “Sorriso sociale”!

Ormai so tutto di lei: le sue preferenze nel dormire, la diversità del pianto, le sue ore “no”! E’ un batuffolo da stringere in un abbraccio che vorrei perdurasse tutta la giornata.

“Quando sorridono, i bebè mettono in atto una vera e propria strategia: lo fanno per ottenere in risposta un altro sorriso!. Inoltre, “dosano” le loro risatine in modo da ottenere il massimo risultato con il minor sforzo possibile. I piccoli non sorridono a sproposito, ma con un obiettivo ben preciso. Si dice anche che i più allegri sono i maschietti! La maggior parte dei genitori ‘gioca’ istintivamente con i piccoli, facendoli divertire con facce o toni di voce buffi: solo i bambini hanno il potere di far fare agli adulti cose apparentemente sciocche che pero’ sono importanti per un armonico clima familiare, Ma pare che la chiave dei sorrisetti sia comunque la presenza del genitore, qualunque cosa faccia.” (Caspar Addyman, studioso della London Birkbeck University).

Questo è il parere degli studiosi. Interessanti e diverse invece le spiegazioni dei nostri nonni che attribuivano le inspiegabili smorfie che il neonato faceva tra le braccia della mamma o tra le braccia del papà: “Che bello… Sorride con gli angeli!!!”.

Scienza o Leggenda? Non importa, entrambe le cose hanno dei significati ben precisi.

Viva il sorriso dei bambini, di qualunque età, ceto sociale, religione, razza. Il sorriso di un bimbo è tenerezza e emozione, è una dolce carezza all’anima!

E allora giochiamo con i nostri nipotini, ridiamo con loro e non vergogniamoci di ritornare bambini, quei bambini che forse non siamo mai stati!

E come diceva Rossella O’ Hara in Via col vento: domani è un altro giorno….

 

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