Scrivi una favola!

E’ da tempo che volevo inserire questo post e creare un nuovo argomento:

“Scrivi una favola!” A chi si rivolge e cosa si intende?

Vorrei rivolgermi soprattutto ai più piccoli, quindi ai bambini. Vi chiederete il perchè!

Quando ho creato questo blog il mio obiettivo principale era di scrivere per i bambini che si trovavano, per svariate ragioni, in Ospedale. Mi sarebbe piaciuto scrivere e far scrivere a loro delle favole, in modo da alleviare, in minima misura, il loro stato d’animo.

Nel portare avanti il progetto del blog mi sono resa conto che la mia era un’utopia, ma le utopie sono temporaneee…..cinquant’anni fa chi poteva immaginare che toccando un piccolo attrezzo ti saresti potuto collegare con tutto il pianeta?

Allora ho lasciato nel cassetto questo sogno e ho creato e messo in rete il blog con la speranza che un giorno anche un solo bimbo ricoverato potesse leggere una mia favola.

Vi chiederete il perchè desideravo che leggessero e interagissero proprio i bambini ricoverati.

Cerco di spiegarvelo, anche se per me non è semplice ricordare.

Sono una Infermiera in pensione ma porto ancora il camice, un camice invisibile ma non per me. Quel camice bianco, puro, che portavo con orgoglio e che mi permetteva di entrare in un “mondo” fatto di sofferenza. Quel camice che mi faceva paragonare, secondo i degenti,  a una Suora, a un Angelo.

Lo portavo con dignità e comprensione, era un mezzo per potermi accostare a un malato, piccolo o adulto.

Nel dolore purtroppo non c’è età!

Il bianco, il colore delle spose, del cavallo del principe azzurro, della purezza, della neve, della veste battesimale. 

Ho però un conto in sospeso verso i bimbi in Ospedale. Ho indietreggiato di fronte al loro dolore. Sono “scappata” per non soffrire e questo ricordo mi ha accompagnato per tutti questi anni.

Ho impresso in me il ricordo di un bimbo di 3 anni, ricoverato in rianimazione all’Ospedale Gaslini, che mi faceva vedere come effettuare l’aspirazione nella cannula della tracheotomia.

Lui insegnava a me, a me che avevo studiato per anni, ciò che la vita gli aveva imposto. Piccola creatura che non conosceva il motivo per il quale dovesse fare questo tipo di “gioco impegnativo” Lo faceva e lo insegnava. Per lui era un’abitudine, invece sarebbe stata una routine quotidiana da cui non avrebbe mai potuto uscire.

Non l’ho mai dimenticato anche se sono passati tantissimi anni. Ho ancora impresso il suo visino e i suoi riccioli neri. Non ho potuto fare nulla per lui, non sono riuscita, avrei dovuto e voluto riscattarmi un giorno, per onorare Lui.

Io sono dell’idea che bisognerebbe fare tutto in tarda età.

L’esperienza, la vita vissuta , la pazienza, la calma sono elementi essenziali per stare meglio e far vivere meglio gli altri. 

Oggi non scapperei più di fronte a quel bimbo, magari soffrirei maggiormente perchè l’età avanzata porta a questo, ma non indietreggerei. Lo prenderei in braccio, con il mio bel camice bianco e lindo, puro come il suo cuore e la sua anima, farei ciò che è giusto fare, lo farei con un groppo nel cuore, ma lo farei. 

Gli racconterei la storia di un bambino e del suo Angelo custode.

Gli racconterei che non è solo, che ha un papà e una mamma che gli vogliono bene e che ha tante sorelle, fratelli, zii acquisiti che gli staranno sempre accanto a cercheranno di attenuare il suo dolore.

Gli racconterei tantissime favole per farlo addormentare felice, sognando di fate, gnomi e posti meravigliosi, case fatte di pan di spagna e panna, porte di cioccolato e zucchero, tantissimi palloncini in un giardino. Un giardino fatato! 

Questo gli racconterei, ma non fuggirei più!

Oggi mi piacerebbe che I bimbi, adulti, anziani, e tutti coloro costretti in un letto d’ospedale, mettessero sulla carta una favola, una storia, un disegno, il loro stato d’animo, la loro sofferenza, il loro percorso, i loro crucci. Scriveranno quindi “storie vere”, non parleranno nè di fate nè di orchi ma di vita vissuta.

Con tutto questo ci arrichiranno perchè la loro sofferenza sarà anche la nostra.

A voi la parola! “Scrivi una favola” è a vostra disposizione, mentre riprenderete i bei ricordi e ridarete loro vita trasferendoli sopra un foglio di carta.

Inviatemi lo scritto o il disegno, o un pensiero, lo pubblicherò, firmato o no, nel pieno e totale rispetto delle vostre scelte. 

Auguro a tutti voi un mondo di bene!

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2 pensieri su “Scrivi una favola!

  1. Sara

    Mi sono immensamente commossa nel leggerti. Comprendo il tuo pensiero. La vita inizia con la consapevolezza. Anch’io ora sarei più pronta a tante cose… e sono sicura che fra 10/20 sarò ancora più pronta, ma ahimè siamo concepiti male… comprendiamo tardi, ma… il tuo riscatto mi piace, il tuo voler rimediare, è bellissimo!
    Puoi e vuoi essere ancora un angelo per loro… un grosso abbraccio ❤️

    Rispondi
    1. lucia barabino Autore articolo

      Grazie Sara, sono contenta di leggerti. Ti auguro di riuscire a fare per tempo quello che desideri per non avere rimpianti.
      Un caloroso abbraccio

      Rispondi

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