Archivi categoria: FILASTROCCHE

Filastrocca: la tortora invidiosa

Ho visto una tortora
in un giardino,
vicino al laghetto
del mio vicino.

Tra rane e pesci
essa volava
mentre una rana
vicino saltava.

Fece un sobbalzo,
lei sapeva volare
mentre la rana
sapeva saltare.

Voleva imparare
a far quella cosa,
tutti l’avrebbero
invidiata a iosa.

Che ci voleva,
lo poteva fare
si mise in posa
per osservare.

Allargò le zampe,
si fece anche male,
ma non importa,
doveva imparare.

Si mise d’impegno,
slanciò le zampine
e cadde in terra
in mezzo al cortile.

Tenta e ritenta,
non c’era nulla da fare.
La rana saltava,
lei doveva volare!

Filastrocca: la nonnina instancabile

Ahimè, la schiena della nonnina,
quando ti prende la mattina,
scende le scale con un fardello
che non è proprio leggerello.

Ma le nonnine questo san fare
e non si posson lamentare
e non si debbono nemmeno ammalare,
sennò i nipotini chi li può guardare?

Ogni mattina al levar del sole,
ben riposata o di malumore,
la calda casa deve lasciare
e con qualsiasi tempo se ne deve andare.

Varca la soglia di quella dimora,
non fa rumore perché dormono ancora.
No, non si debbono ancora svegliare
i due tesori che vuole abbracciare.

In quella casa, che non le appartiene,
ci sono ricordi e mille atmosfere,
tanti giocattoli con cui giocare
e tante foto da ammirare.

Ora le deve proprio svegliare,
i loro sogni devon lasciare.
È giunta l’ora di dare il buongiorno
e salutare il nuovo giorno. 

Filastrocca: la farfalla innamorata

Volteggia leggera,
si posa su un fiore
e hanno quasi

lo stesso colore.
Sbatte le ali,
vuol corteggiare
quell’esile fiore,
ha bisogno di amare!
Il fiore la osserva
e la sente pesare
sull’esile stelo
“Ma se ne vuole andare?
Ero felice,
mi godevo il sole
e questa farfalla
quasi marrone
mi sa che non mi vuole
proprio lasciare,
ma ha capito
che non c’è niente da fare?
Lei è una farfalla
io sono un fiore
e tra noi due
non può sbocciare l’amore.
Posso darle riparo,
farla riposare,
ma non c’è altro
che io possa fare!”
La farfallina
allora ha capito,
il piccolo fiore
può esser solo suo amico.
No, non si può accontentare,
lei cerca l’amore
che lui non può dare.
Con molta tristezza
e un velo nel cuore
riprende il suo viaggio
in cerca d’amore!

Filastrocca: la primavera e l’inverno

La primavera è una bella signora
con tante collane e una corona
fatta di semi e tanti fiori

una miriade di svariati colori.

Arriva correndo in compagnia
del sole e del vento, in armonia.
Vuole portare tanta allegria
mentre l’inverno deve andar via.

Le passa davanti un bel ragazzino
che sta correndo col suo motorino
Ha anche il casco, è molto eccitato
e sta correndo lungo un fossato.

Vede passare una coppietta
lui che va piano ma lei che va in fretta.
Un picnic vogliono fare
poi mettersi al sole a crogiolare.

Incontra una donna con un cagnolino
che gioca a palla nel suo giardino.
Tutti vorrebbero poter uscire
e il calore sul corpo sentire.

Ma qualcuno non è fortunato
ed è in casa molto ammalato.
Il signor inverno se ne deve andare
per molto tempo a riposare.

Lei è molto amica del caro inverno,
lui è un vecchio ed ha il cappello,
la barba bianca come la neve
e il suo passo è proprio greve.

Egli ama la bella signora
dai lunghi capelli e una bella chioma,
dalla risata accattivante
che lo fa “sciogliere” sempre all’istante.

Fece di tutto per non andar via,
voleva stare in sua compagnia.
Ecco, diciamo che è innamorato
della fanciulla che gli toglie il fiato.

Ma egli ben sa che non deve sperare,
è troppo vecchio, si deve rassegnare.
Per la primavera egli è un caro fratello,
anche se in fondo una volta era bello.

Ma non ci vuole proprio pensare
È giunta l’ora, la deve salutare!

 

Filastrocca: la natura incontrollata

C’era il sole lassù nel cielo

anche se questi non era sereno,

dall’altra parte c’era la luna

la sua presenza era inopportuna.

Ecco di corsa arrivare le stelle

erano tante ed erano belle.

Facevano però una confusione

in un contesto senza ragione.

Ma cosa stava succedendo nel cielo,

era sereno o pioveva davvero?

E come mai la neve imbiancava

quel terreno che la gente lavorava?

Passarono insieme moltissimi uccelli,

alcuni brutti alcuni belli.

Non si capiva proprio più niente,

c’era qualcosa di imminente.

Era sbagliata la confusione

che c’era in cielo, senza ragione.

Ognuno lassù era fuori posto,

se c’era la luna il sole è nascosto

e se pioveva non c’eran le stelle,

sembrava che ognuno fosse ribelle.

Ecco era marzo, il pazzerello,

quello del sole e dell’ombrello,

quello che a volte fa nevicare

e il raccolto danneggiare.

Era arrivata la primavera

e sulla terra ognuno spera,

in belle giornate di sole o di pioggia

solo così la natura s’invoglia

di dare frutti, un buon raccolto,

le camminate quando il sole è già sorto.

Allora il Signore lassù nel cielo

si diede da fare e in un baleno

tutto fu bene sistemato

e il Signore tirò di fiato!

 

Filastrocca: il trattore verde pisello

La mia nipotina ama molto i trattori. Quando passano rimane incantata per la loro maestosità. Ecco allora una filastrocca su di loro.

Ho visto un trattore
sfrecciare lontano.
andava veloce
però contromano.

Il suo colore
era verde pisello
disegnato sul cofano
un bel pipistrello.

Correva per strada
e infine nei prati
e i miei occhi
eran incantati.

Volevo salire
sul grande trattore,
volevo guidare
a tutte le ore.

Di giorno, di notte
non era importante
bastava guidare
per sentirmi grande.

Mi avvicinai
allora pianino,
guardai su in alto,
ero proprio piccino!

Chi lo guidava
era un gran omaccione,
mi diede uno sguardo
mi fece terrore.

Tornai allora a casa,
presi i miei giochi
e ve lo assicuro,
non erano pochi.

Presi il trenino,
le mie macchinine
e il mio trattorino
con le ruote piccine.

Avevo anch’io
la mia fattoria
con tanti animali
e chiesi alla zia:

“Ti prego, giochiamo
io prendo il trattore,
le mucche, le pecore
il vecchio furgone.”

Giocammo insieme
per tantissime ore.
Da grande, sicuro
avrei fatto il fattore!

 

Filastrocca: il passerotto occhialuto

Un passerotto mentre volava
contro ogni cosa si schiantava
e non riusciva a capire il perché,
sapeva volare, altro non c’è!

Il passerotto era carino,
aveva un musino birichino,

un piccolo becco molto appuntito
ma alcune volte era ferito.
Andando a sbattere continuamente
a volte si faceva male e a volte niente,
ma molto spesso era ammaccato

e qualche volta anche tagliato!
Mamma passero lo portò dal dottore,
un gufo saggio e molto sornione:
guardò il musino e poi gli occhietti
che non trovò proprio perfetti.
Doveva trovare una soluzione
per il passerotto e aveva ragione.
Tutta la notte restò alzato
ma un rimedio aveva trovato.

Quel povero passero tanto carino
non ci vedeva da vicino!
Prese due lenti, un fil di ferro,
li mise insieme e fece un modello,
forse un po’ strano ed inusuale
di occhialino, per poter volare.
Ora se guardi lassù nel cielo
e vedi brillare a ciel sereno,
è il passerotto, ma non lo fissare
perché si potrebbe… vergognare!

Filastrocca: l’anziano

Passando per caso
davanti a un giardino
seduto nel prato
c’era un uomo cattivo.

Aveva sul capo
un vecchio cappello
e teneva per mano
un antico rastrello.

Mi chiesi allora
che cosa facesse
quell’uomo nel prato,
senza interesse…

Mi accorsi però
del suo sguardo spento,
gli tremava la mano,
non era contento.

Mi avvicinai
allora pianino,
guardai l’anziano
e mi sedetti vicino.

Mi prese la mano,
la strinse a sé,
sembrava chiedesse
“Perché proprio a me?

Perché quel rastrello?
Seduto in un prato?”

Mille domande
tutte d’un fiato.

Allora capii
che cosa facesse
quell’uomo nel prato,
senza interesse.

E poi sorrise,
aveva intuito,
egli si era
soltanto smarrito.

Si alzò senza fretta.
mi dette la mano
e insieme partimmo
ma non andammo lontano.

Aveva trovato
la sua dimora
e da quel giorno
non fui mai più sola!