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Filastrocca: il bruchetto diventa farfalla

Mi sono nascosto dietro a un funghetto,
non sono bello ma sono perfetto.
Mi piace nascondermi dietro ogni cosa
e poi fare “Bu!” Io mi diverto e rido a iosa!

Io amo tanto questo giardino,
mi infilo in ogni buco perché son piccino,
poi vado anche sull’altalena,
ma non tanto forte perché ho mal di schiena.

Scivolo piano dentro l’erbetta
e qui per trovarmi non abbiano fretta,
io mi  mimetizzo molto bene
e poi sto fermo, che mi conviene.

C’è un grande omone che mi fa paura,
è sempre fermo nella stessa postura,
non ho capito che ci sta a fare,
è in mezzo ai ciliegi:ne vuole assaggiare?

C’è anche uno scivolo e ci salgo pianino,
ci metto tantissimo, gradin per gradino,
ma poi è uno spasso scivolare giù,
arrivo ammaccato, sempre a testa in giù!

In questo giardino, che non è solo mio,
ci sto molto bene, ci sto da Dio
e poi se piove mi metto al riparo,
c’è una casetta dal tetto un po’ chiaro.

Lì posso dormire tutta la notte,
ma poi al mattino ho le ossa rotte,
sono vecchino ma non è poi tanto male,
ho l’esperienza, ne puoi approfittare!

Avete capito bimbi chi sono?
Non posso aiutarvi, vi chiedo perdono.
La soluzione dovete trovare
e nel mio orecchio poi pronunciare.

Secondo me avete capito,
bravo allora chi ci è riuscito.
Allora adesso posso salir su un bocciolo,
non striscio più, mi libro in volo.

E per chi non ha ancora capito,
ero un bruco e mi sono svestito!

Filastrocca: il gattino

Oggi ho preso in mano un gattino
e l’ho girato vedendo il pancino;
tante tettine, un nido d’amore
e ho sentito batter forte il suo cuore.

E allora ho iniziato a pensare
a quante boccucce poteva sfamare,
se abbia 4 o 10 tettine,
se faccio il conto c’è da impazzire.

Ci son tanti gatti sparsi nel mondo
e tante persone gli portan conforto,
chi lascia il cibo fuor dal portone
e chi li fa entrare per poche ore.

E poi ci sono i più fortunati
che addirittura sono stati acquistati,
dal pelo raso o morbidosi,
per tutti i gusti si rendon preziosi.

Essi sono di compagnia
anche se a volte se ne vanno via,
riescono a tranquillizzare gli ansiosi
e se ci giocano li rendon gioiosi.

Non si può dire altro dei gatti,
se non che fanno molti misfatti,
addio alle tende o ai cuscinoni,
in fin dei conti i gatti sono…birboni!

Filastrocca: l’albero nel bosco

C’era un albero in fondo a un bosco,
non era bello, lo riconosco,
una volta aveva una grande famiglia,
sorelle e fratelli, una meraviglia.

Lui era stato sempre gracilino,
tutto il tronco macchiato, poverino,
tutti i suoi aghi cadevano giù,
quindi era spoglio con il capo all’ingiù.

I suoi fratelli eran stati tagliati
nel freddo inverno e poi portati,
chi in una casa, chi in un grande giardino,
chi in un terrazzo o un balconcino.

E lui da solo era rimasto
nel freddo bosco, con un tempaccio,
no, non poteva stare così,
che senso aveva ancora star lì?

Ma venne il caldo e il suo cuoricino
cominciò a battere quando un bambino,
venuto nel bosco, con molta fatica,
si appoggiò al suo tronco con esili dita.

Guardò il bambino e le sue gambette,
erano esili, non eran perfette
e lui capì perché era ancora lì,
per fare da appoggio a lui ogni dì.

Filastrocca: la mia stella

C’è una stella su nel cielo
che mi guarda, per davvero…
se mi sposto qua e là
anche essa lo farà.

È una stella luminosa
che fa luce su ogni cosa
ma mi viene da pensare
che vicina mi vuol stare.

E ripenso alla nonnina
che mi svegliava ogni mattina,
un bacino sul visino
e poi giù dal mio lettino.

Che ricordi che io ho,
dei suoi gesti, del suo amor,
del suo cuore così grande
dal calore inebriante.

Quante cose mi ha insegnato,
quante volte mi ha abbracciato,
non la potrò mai più scordare
e quella stella me la fa ricordare.

Filastrocca: il potere dell’acqua

Ci son due bambine sedute su un masso,
guardano il fiume che fa un gran fracasso,
seguon con gli occhi le onde sull’acqua,

le può bagnare e avrebbero un’esultanza.

L’acqua è proprio un bene prezioso,
ogni bambino la guarda gioioso,
che sia di un fiume oppure del mare,
ci porta gioia, non si può negare.

Le onde del mare sulla battigia,
una barca al largo in una giornata grigia,
una boa lontano per non affogare,
molte conchiglie si posson trovare.

Il fiume invece ti porta lontano,
le onde scorrono ma non vanno piano,
i sassi rotolano e fanno rumore,
un pesce salta e ti viene il batticuore.

Di altra acqua si può ancora citare,
ma è un’altra storia da raccontare,
per oggi del fiume e anche del mare,
abbiamo parlato e può bastare.

Filastrocca: il mio nuovo amico

Lo sai che il mondo oggi è proprio strano
disse un bambino alla sua palla in mano,
gli aveva disegnato due grandi occhioni
e una bocca larga con due dentoni.

Se tu oggi parli non ti stanno a sentire,
se alzi la voce ti dicon di zittire,
non ho capito cosa devo fare,
posso dir la mia o solo ascoltare?

Vorrei comunicare ciò che sento,
anche se alcune volte non ha nessun senso,
ma è pur bello poter dialogare
e non sempre e solo dover bisbigliare.

Non ho paura di dir ciò che penso,
solo così la mia presenza ha un senso,
altrimenti sarei proprio come te,
che ascolto soltanto, come un bebè.

Decisi allora di darmi da fare,
parlare al pallone non era normale,
gli diedi un calcio e urtò un bambino,
con lui da allora gioco per benino.

Filastrocca: la mantide cerca marito

Una mantide religiosa si vuole sposare
ma non trova nessuno che la porti all’altare.
Tanti maschietti ci vorrebbero andare
ma non c’è nessuno che lo osa fare.

Questo insetto infatti è un po’ strano
se allunghi una zampa la mangia pian piano.
È molto strana questa cosa qui
ma purtroppo la Mantide fa proprio così.

Prima di tutto non è molto bella,
però ha un corpo da modella,
le lunghe zampe sono una figura
da far invidia a qualsiasi creatura.

La sua nomea gira in qua e in là
non ha amicizie e lei questo lo sa,
ma non importa, lei è fatta così
È alta e snella e si piace così.

Iniziativa filastrocche

Siamo giunti alla premiazione della filastrocca del mese di aprile, tramite la collaborazione con il mio blog e il forum Graficamia

La vincitrice di questo mese è Paola con il lavoro abbinato alla filastrocca:

Il bambino paffuto

Sono carino, ma ho un po’ di pancino,
ma non mi vergogno: sono piccino.
Le mie guancette sono tondette,
ma se guardate sono perfette.

Io sono allegro e anche burlone,
se poi mi amate vi dono un fiore.
Questa immagine era sfocata,

ma con photoshop l’ho ritoccata.

Sono seduto sopra di un ramo,
spero che regga, ce lo auguriamo,
non voglio fare un capitombolo
se no poi rotolo, tanto sono tondo.

Gioiamo alla vita, a chi è paffuto,
a chi è magro o occhialuto,
in questo lavoro il mondo è solare,
un lampione mi illumina: che bello sognare!

Filastrocca: il sogno incantato

Stamattina presto mi sono svegliata
e in un batter d’occhio mi son preparata,
ho indossato il vestito più bello

ed ero incerta se metter il cappello.

Ho preferito inserire dei fiocchi,
ci stavan bene, i capelli sono corti,
poi sono uscita di casa, pianino
e mi sono diretta verso il giardino.

Che bella atmosfera che ho trovato,
un albero tronco che ho attraversato,
al di là un castello e mille colori,
scintillii di luci venivano fuori.

Ero in un mondo tutto incantato,
i piedi leggeri in un posto fatato
e mi destreggiavo di qua e di là,
tra nuvole e fiori, con molta abilità.

Di colpo un rumore mi fa sobbalzare,
c’è poca luce, mi devo adattare
e mi ritrovo nella mia cameretta
e sulla porta la mamma che aspetta.

È stato un sogno ed è stato bello,
mi alzo di scatto con un saltarello
e guardo la mamma e il suo sorriso,
l’abbraccio forte: questo è il Paradiso!

Iniziativa filastrocche

È da più di un anno che collaboro con il forum Graficamia. 

Ogni mese inserisco nel loro forum un contest con una nuova filastrocca e le bravissime grafiche eseguono un lavoro  inerente la filastrocca inserita, cambiandola ogni mese.

Non è cosa semplice ma loro con grande impegno riescono sempre ad abbinare al tema della filastrocca un bellissimo lavoro grafico. 

La vincitrice del mese di Febbraio è Duchessa con il lavoro abbinato alla filastrocca:

L’uccellino altruista

Un uccellino è passato su un prato
e si è appoggiato ad un ramo spezzato,
gira la testa di qua e di là,
ha molta fame ma fortuna non ha.

Nel freddo inverno, dove tutto è ghiacciato,
trovare del cibo non è proprio scontato,
i vermi ormai sono tutti spariti

e anche i semi si son rinsecchiti.

Eppure qualcosa deve trovare,
non può vivere senza mangiare.
Ecco, vede una luce in una casina,
è molto lontana ma è tanto carina.

Dispiega le ali, è pronto a partire,
prima o poi la fortuna deve venire,
comincia a volare e va piano piano,
fa molta fatica e la casa è lontano!

Si appoggia sul vetro della finestra,
si accorge che dentro c’è una gran festa,
ma poi, con lo sguardo vede un piattino
con dentro le briciole, sul balconcino.

Anche per lui oggi è un festa,
mangia le briciole ma qualcuna ne resta,
vuole dividerle con un altro uccellino
e spicca il volo dal balconcino.

   

Filastrocca: il mio fratellino

Mamma ha chiamato me e papà,
doveva parlarci, altro non si sa,
forse ho fatto una marachella,
oppure deve dirci una cosa bella.

Ella ci ha detto che aspetta un bambino,
papà è raggiante, io solo un pochino.
dovrei divider con lui la stanza
e poi di giochi non ne ho abbastanza.

Non era proprio quello che volevo,
ho detto la mia, non so se potevo.
La famiglia adesso si allargherà,
un nuovo bebè presto arriverà.

Dovrò dividere adesso il loro amore,
ma ci sarò ancora sempre nel loro cuore?
Oppure di me si sarebbero scordati
e nemmeno a scuola saremmo più andati?

Passarono i mesi in tranquillità,
mamma era più bella, il perché non si sa,
ella si sentiva stanca e affaticata,
ma un bel giorno sarebbe stata ripagata.

Ed ecco che nacque il mio fratellino,
era piccolo, gracile ma era bellino,
gli presi la mano, era freddina,
ma era molto bella e piccolina.

Mi dispiacque subito di aver pensato
che questo bimbo non lo avrei amato,
lo strinsi a me con grande affetto,
era mio fratello ed era perfetto!

Filastrocca: la vita nel laghetto

Nel mio giardino
c’è un laghetto,
non è tanto grande
ma è perfetto.

Ci sono rane
e anche girini
ed è la gioia
di tutti i bambini.

Se guardi dentro
ci sono tante foglie
con sopra le rane
e l’acqua le accoglie

Si tuffano sempre,
è un trampolino
e il loro ‘splash’
fa sussultare un bambino.

I fiori nell’acqua
sono ondeggiati
basta un poco di vento
per vederli spostati.

Non hanno una sede,
non sono ancorati,
si mischian tra loro
son molto fortunati.

E se la sera
ti fermi a guardare
è tutto più calmo
e ti ci puoi specchiare.

Sol le libellule
librano sopra,
dai colori brillanti,
verde, blu o rosa.

Iniziativa filastrocche

Siamo giunti alla premiazione dell’ultima filastrocca di quest’anno, cioè quella di Dicembre, con la collaborazione tra il mio blog e il forum Graficamia.

La vincitrice è Paola con il lavoro abbinato alla filastrocca:

Babbo Natale e la casa nel bosco

In una piccola casa nel bosco
viveva un uomo, era un po’ orso,
non gli piaceva molto parlare
ma tutto il giorno si dava da fare.

Tagliava la legna, curava gli uccelli,
amava molto i pipistrelli,
erano brutti, nessun li voleva,
forse per questo ad esso piacevan.

Un giorno al caldo, nella casetta,
mentre di fuori c’era tempesta,
si mise a pensare: “Che vita che faccio,
sono qui solo, con questo tempaccio.

Io sono qui, nella casetta,
sono al caldo ma nessuno mi aspetta,
lo so, non amo molto parlare,
ma se insisto ce la posso fare”.

Chiamò a raccolta i suoi amici animali,
doveva lasciarli e andar dagli umani,
solo così poteva trovare
un nuovo amico con cui conversare.

Qualcosa di bello doveva portargli,
qualcosa di raro doveva fargli,
prese del legno e cominciò a lavorare,
fece un carretto, poteva bastare.

Ma fece ancora tanti altri oggetti,
venivano bene, eran perfetti.
Un cavallino, la macchinina,
anche un pupazzo e la bambolina.

E mise tutto dentro un sacco,
pesava tanto, era proprio fiacco,
chiamò allora degli amichetti,
erano gnomi, piccoletti.

Avete capito di chi parliamo,
e che ogni anno noi festeggiamo?
È Babbo Natale, che ama i bambini
e porta i doni anche ai birichini.

Filastrocca: i semi delle virtù

Sono piccina ma tanto carina,
forse il visino ho da furbina,
ma sono brava con gli altri bambini,
so farmi amare per averli vicini.

Ogni mattino vado a vangare,
molte cose ho da seminare,
in un lungo solco metto la Speranza,
ma non credo che ce ne sia abbastanza.

Nel solco vicino vorrei l’Amore,
quella bella virtù che ti riempie il cuore,
di questi semi ne ho abbastanza
e ogni anno me ne avanza.

L’ultima cosa che vorrei seminare
si chiama Gioia, il lasciarsi andare:
un caldo abbraccio, un bacino fraterno,
con tutto questo il mondo è più bello.

Ora annaffio tutto per benino,
fra poco tempo spunterà un piantino,
e poi un altro e un altro ancora…
Che bella cosa, non vedo l’ora!

Filastrocca:la topina a tre zampe

C’era una topina molto piccina,
senza una zampa, poverina.
Un giorno sul fuoco si era scottata
e il Gufo dottore gliel’aveva tagliata!

Per la topina non era importante
sulle tre zampe andava alla grande,
saltava sempre di qua e di là
ed ogni cosa riusciva a far.

Ma un giorno incontrò un topolino,
era proprio macho, molto carino.
Alla topina piaceva assai
e pensò “Un bel giorno mi sposerai”.

Si fece avanti il bel topolino,
la guardò negli occhi, le venne vicino,
aveva notato che era impacciata
e così d’impulso l’aveva abbracciata.

Dopo tre mesi si unirono a nozze
e arrivarono su due carrozze,
lei era vestita a puntino,
un abito lungo le copriva il bustino.

Ebbero tanti bei topolini,
la loro gioia non ebbe confini,
non importava quel che a lei mancava,
per lui era bella, anche quando camminava.

Filastrocca: mi chiamo Coronavirus

“Nonna mi devi spiegare
perché non posso incontrare
gli amici con cui giocare
e a scuola non posso più andare.
La mamma mi ha raccontato
che un parassita è arrivato,
forse è un insetto regale
il nome non so ricordare.”
La nonna le prende il visino
ma solo per un momentino,
sa che non le può abbracciare
e che lontan deve stare.
La bimba continua a parlare
“A scuola io voglio andare…”
“E invece all’asilo io no,
sto a casa se ancora si può!”
La nonna lor fa un sorrisino
vorrebbe tenerle vicino
ma ancora non lo si può fare
ma un bacio nell’aria può inviare.
E quando sarà finito
allora avremo capito
che i baci, gli abbracci, il calore
fan bene e ci allargano il cuore.

Filastrocca: il bene di una nonna

Nonna mi vieni vicino,
oggi ho male al pancino.
Non so che cosa ho mangiato,
forse era avariato.

La nonna gli viene vicino
e gli accarezza il pancino,
con questo tocco beato
il bimbo si è addormentato.

Lo osserva mentre riposa,
un sorriso sul volto si posa,
chissà che starà sognando,
la mamma, il papà o cos’altro.

E pensa a quando era nato
e al mondo si era presentato;
due occhi blu come il mare,
ti ci potevi specchiare.

Si sveglia di soprassalto
e vede la nonna al suo fianco,
allora è tranquillo e sa
che lei sempre accanto sarà.

Le prende la mano rugosa,
è scarna e ha lo smalto rosa,
ella gli dà un bacino
e gli rivolta il cuscino.

Dormi caro tesoro
perché non sei da solo,
mamma e papà son lontano
ma io ti tengo per mano.

Il blog Tiraccontoaunastoria ha recentemente iniziato una nuova collaborazione con il blog

Marcoscrive, nella sezione dedicata al nuovo progetto Baby Books TuBe, con l’intento di sensibilizzare i bambini sia alla lettura che alla scrittura.

Filastrocca: le stagioni del mare

Un bambino guarda il mare
e ritorna a giocare,
prende sabbia e secchiello
e comincia a fare un castello.
È talmente impegnato
con le torri e il tracciato,
non si accorge di nient’altro
gioca con il papà a fianco.

Un ragazzo guarda il mare
e comincia a scrutare,
cerca chi tra le onde nuota
e il suo sguardo intanto nota
una giovane ragazza
che gli piace abbastanza,
deve solo avvicinarsi
e in breve presentarsi.

Una mamma guarda il mare
e comincia a sognare,
era bello poter nuotare
e tuffarsi in alto mare.
E poi a riva ritornare
e abbronzarsi fino a scottare
ma ora non lo può più fare,
ha il bambino da guardare.

Una nonna guarda il mare
e il ricordo in mente appare,
lei, al sole a crogiolare
e il suo corpo da osservare.
Pensa al tempo che è volato
e le torna in mente il passato.
Quanti ricordi dentro al mare,
quanti pianti da dimenticare.

Lei da sola sulla spiaggia,
e il mare l’asciugamano bagna,
una lacrima cade giù,
non importa, è solo una in più.
La sua vita è stata bella,
alza lo sguardo e vede una stella.
Guarda l’onda avanzare
e ricomincia di nuovo a sognare.

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Filastrocca: non sono un pesce

Mi sono tolta il pannolino
e mi sono infilata il costumino,
ora nel mare mi devo buttare
ma ho paura, non c’è niente da fare.

Il babbo mi guarda con un sorrisetto,
il baffo trema, mi dà uno sberleffo.
Questo mi fa ancora più arrabbiare,
e non mi aiuta di certo ad entrare.

Passa davanti a me un pesciolino,
mi dà uno sguardo, è proprio carino.
Chissà chi gli ha insegnato a nuotare,

eh, la natura, quante cose sa fare.

E noi bambini invece perché,
dobbiamo nuotare, senso non c’è.
Già dobbiamo imparar a camminare,
e la pipì addosso non possiamo più fare.

Se sbagliamo in qualcosa ci sanno sgridare,
siamo piccini, dobbiamo imparare.
Il pesce nuota, la rana salta,

l’uccello vola, la biscia avanza.

Invece io devo imparare a nuotare,
non sono un pesce ma lo devo fare.
Guardo la mamma e poi il papà,
mi butto nel mare, che contenti li fa!Il blog Tiraccontoaunastoria ha recentemente iniziato una nuova collaborazione con il blog

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Filastrocca. il giovane ballerino

Al piccolo Tommy piaceva ballare
e in tante occasioni lo poteva fare,
che fosse in casa o nel giardino
o nel negozio del suo vicino.

Per lui non c’era cosa più grande,
per lui ballare era troppo importante,
i suoi piedini si muovevano tanto
e i suoi salti erano un incanto.

Sì, i suoi modi eran forse aggraziati
e i suoi vestiti spesso attillati,
ma non ci poteva proprio far niente
e non importa se non piaceva alla gente.

Veniva però spesso umiliato
dai suoi amici che giocavan nel prato,
correvano sempre dietro a un pallone,
per loro non c’era gioco migliore.

Lui non amava mai giudicare,
per loro era bello poter giocare
tutti assieme, oppure rivali
e ricever applausi a piene mani.

Invece ai suoi amici non era gradito
il suo modo di fare, non concepito,
ma la natura a volte è un po’ strana
oggi c’è il sole o piove per una settimana.

Egli sapeva quel che voleva
e il ballo nel suo cuore ardeva,
no, non riusciva a vedere il domani.
l’importante era l’oggi e non i giorni lontani.

Sapeva solo che la vita è grandiosa
e lo appassionava molto ogni cosa,
che fosse un fiore oppure un bambino
o un uccellino nel suo giardino.

Sapeva che amare è molto importante
e di risorse ne aveva tante,
ma non intuiva a chi avrebbe dato il suo cuore
che era pieno, zeppo d’amore.

Amo ballare, non è una faticaccia
e se poi qualcuno mi chiuderà la porta in faccia,
io sono così, che ti piaccia o no,
ma se mi ami il mio cuore ti do.

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Filastrocca: i sette uccellini

Dentro un’anfora nel mio giardino
un cinguettio udii vicino.

Mi avvicinai allora pianino
posi l’orecchio dentro al buchino.

Di colpo vidi uscir un uccellino
le piume eran gialle era un canarino?

No, non poteva essere quello
poteva forse esser un fringuello.

Ma cosa dico, è una cinciallegra,
che fregatura che mi son presa.
Aveva covato sette ovetti
e tutti quanti uscirono lesti.

Non sanno ancora bene volare,
ci tocca dunque allora aspettare

E quando son pronti se ne potranno andare
e il mio giardino potran visitare.

Dopo che avranno dato uno sguardo
voleran via senza nessun traguardo.
Ma tanta strada non deve fare
dovrà a Giugno ancor ritornare

Ritroverà la stessa casetta,
cioè l’anfora che l’aspetta!

Filastrocca:mi è caduto un dentino

Oggi mi è caduto un dentino
e l’ho trovato nel mio lettino,
mi sono addormentata con lui vicino
ma me lo ha rubato un topolino.

Alcuni dicono che è una fatina
che ruba i denti per la Regina,
ma invece per me è stato un topino,
ho visto la cacca sul comodino.

E al mattino ho trovato un soldino,
è stato tirchio, era bellino,
sì, piccolino ma era carino
ed era bianco, pulito a puntino.

La filastrocca è quasi finita,
non fatemi ridere, lo faccio a fatica,
adesso in bocca ho un buchetto,
non riesco nemmeno a dare un bacetto.

Metto il guadagno nel salvadanaio,
forse da grande farò il gelataio
e porterò gelati ai bambini,
che senza un dente sono sempre carini.

 

Filastrocca :l’orsetto lavatore

Un orsetto lavatore
si lavava a tutte le ore
e quando aveva quasi ultimato
ricominciava tutto daccapo.

Passò di lì un maialetto
e lo vide fare il bagnetto.
“Non si deve lavarsi mai,
se lo fai sei nei guai”.

Il procione non capiva
quel che questi gli suggeriva
con un tono un po’ acceso,
beh, lo aveva quasi offeso!

“Perché mai dovrei lasciare
di far quello che mi pare,
a me piace esser bello
e lavarmi nel ruscello”.

Il maialetto non capiva,
era d’indole impulsiva,
e sbeffeggiò così l’orsetto
che nuotava nel laghetto.

Non aveva grandi amici,
tutti gli altri eran felici,
di mangiare, di saltare
e fra di loro anche giocare.

Forse il suo era un difetto,
l’esser bello, esser perfetto!
Si doveva rassegnare
e con gli altri insieme stare.
Era bello avere amici,
sol così si è felici.

 

Filastrocca: il pupazzo rosa

Ho un pupazzo tutto rosa
che nel letto mio riposa,
se mi alzo al mattino

non dimentico il bacino.
È un peluche delicato
dal musetto assonnato.
Io gli voglio un gran bene,
esso è mio. Mi appartiene!
E di giorno poi giochiamo
e a volte conversiamo.
Me lo coccolo benino
e lo stringo al mio pancino.
All’asilo dovrò andare
e il pupazzo potrò portare,
ma starà con me vicino
solo per il riposino.
Ora però devo andare
con la nonna a passeggiare,
lascio a casa il mio amichetto,
lo rimetto dentro al letto.

Filastrocca: i sogni dei bambini

Quando un bambino
dorme nel lettino,
chissà cosa sogna,
è un mistero divino.
Nessuno di noi
se lo può ricordare
ma forse da mamma
ti piace pensare
che sogni pascoli,
miriade di fiori,
uccelli fatati
dai mille colori.
Orsetti giganti
che gli danno la mano,
una musica dolce
che suona lontano.
Una casa pepata
e fuori un giardino
con tanti dolcetti
su un tavolino.
Intorno alla tavola
tanti bambini,
di tutte le razze
per stare vicini.
Ognuno parla
ma non si capisce
nulla di quello
che insieme si dice.
Ma non importa,
si stringe la mano
al bambino vicino
e insieme fanno
un bel girotondo
dai mille colori,
dal bianco al marrone,
nessuno sta fuori.
La mamma continua
ancora a pensare
che è tanto bello
per il bimbo sognare.
Allora si siede
e lo guarda dormire.
E pensa che è bello
e lo ama da morire!

Filastrocca: la tortora invidiosa

Ho visto una tortora
in un giardino,
vicino al laghetto
del mio vicino.

Tra rane e pesci
essa volava
mentre una rana
vicino saltava.

Fece un sobbalzo,
lei sapeva volare
mentre la rana
sapeva saltare.

Voleva imparare
a far quella cosa,
tutti l’avrebbero
invidiata a iosa.

Che ci voleva,
lo poteva fare
si mise in posa
per osservare.

Allargò le zampe,
si fece anche male,
ma non importa,
doveva imparare.

Si mise d’impegno,
slanciò le zampine
e cadde in terra
in mezzo al cortile.

Tenta e ritenta,
non c’era nulla da fare.
La rana saltava,
lei doveva volare!

Filastrocca: la nonnina instancabile

Ahimè, la schiena della nonnina,
quando ti prende la mattina,
scende le scale con un fardello
che non è proprio leggerello.

Ma le nonnine questo san fare
e non si posson lamentare
e non si debbono nemmeno ammalare,
sennò i nipotini chi li può guardare?

Ogni mattina al levar del sole,
ben riposata o di malumore,
la calda casa deve lasciare
e con qualsiasi tempo se ne deve andare.

Varca la soglia di quella dimora,
non fa rumore perché dormono ancora.
No, non si debbono ancora svegliare
i due tesori che vuole abbracciare.

In quella casa, che non le appartiene,
ci sono ricordi e mille atmosfere,
tanti giocattoli con cui giocare
e tante foto da ammirare.

Ora le deve proprio svegliare,
i loro sogni devon lasciare.
È giunta l’ora di dare il buongiorno
e salutare il nuovo giorno. 

Filastrocca: la farfalla innamorata

Volteggia leggera,
si posa su un fiore
e hanno quasi

lo stesso colore.
Sbatte le ali,
vuol corteggiare
quell’esile fiore,
ha bisogno di amare!
Il fiore la osserva
e la sente pesare
sull’esile stelo
“Ma se ne vuole andare?
Ero felice,
mi godevo il sole
e questa farfalla
quasi marrone
mi sa che non mi vuole
proprio lasciare,
ma ha capito
che non c’è niente da fare?
Lei è una farfalla
io sono un fiore
e tra noi due
non può sbocciare l’amore.
Posso darle riparo,
farla riposare,
ma non c’è altro
che io possa fare!”
La farfallina
allora ha capito,
il piccolo fiore
può esser solo suo amico.
No, non si può accontentare,
lei cerca l’amore
che lui non può dare.
Con molta tristezza
e un velo nel cuore
riprende il suo viaggio
in cerca d’amore!

Filastrocca: la primavera e l’inverno

La primavera è una bella signora
con tante collane e una corona
fatta di semi e tanti fiori

una miriade di svariati colori.

Arriva correndo in compagnia
del sole e del vento, in armonia.
Vuole portare tanta allegria
mentre l’inverno deve andar via.

Le passa davanti un bel ragazzino
che sta correndo col suo motorino
Ha anche il casco, è molto eccitato
e sta correndo lungo un fossato.

Vede passare una coppietta
lui che va piano ma lei che va in fretta.
Un picnic vogliono fare
poi mettersi al sole a crogiolare.

Incontra una donna con un cagnolino
che gioca a palla nel suo giardino.
Tutti vorrebbero poter uscire
e il calore sul corpo sentire.

Ma qualcuno non è fortunato
ed è in casa molto ammalato.
Il signor inverno se ne deve andare
per molto tempo a riposare.

Lei è molto amica del caro inverno,
lui è un vecchio ed ha il cappello,
la barba bianca come la neve
e il suo passo è proprio greve.

Egli ama la bella signora
dai lunghi capelli e una bella chioma,
dalla risata accattivante
che lo fa “sciogliere” sempre all’istante.

Fece di tutto per non andar via,
voleva stare in sua compagnia.
Ecco, diciamo che è innamorato
della fanciulla che gli toglie il fiato.

Ma egli ben sa che non deve sperare,
è troppo vecchio, si deve rassegnare.
Per la primavera egli è un caro fratello,
anche se in fondo una volta era bello.

Ma non ci vuole proprio pensare
È giunta l’ora, la deve salutare!

 

Filastrocca: la natura incontrollata

C’era il sole lassù nel cielo

anche se questi non era sereno,

dall’altra parte c’era la luna

la sua presenza era inopportuna.

Ecco di corsa arrivare le stelle

erano tante ed erano belle.

Facevano però una confusione

in un contesto senza ragione.

Ma cosa stava succedendo nel cielo,

era sereno o pioveva davvero?

E come mai la neve imbiancava

quel terreno che la gente lavorava?

Passarono insieme moltissimi uccelli,

alcuni brutti alcuni belli.

Non si capiva proprio più niente,

c’era qualcosa di imminente.

Era sbagliata la confusione

che c’era in cielo, senza ragione.

Ognuno lassù era fuori posto,

se c’era la luna il sole è nascosto

e se pioveva non c’eran le stelle,

sembrava che ognuno fosse ribelle.

Ecco era marzo, il pazzerello,

quello del sole e dell’ombrello,

quello che a volte fa nevicare

e il raccolto danneggiare.

Era arrivata la primavera

e sulla terra ognuno spera,

in belle giornate di sole o di pioggia

solo così la natura s’invoglia

di dare frutti, un buon raccolto,

le camminate quando il sole è già sorto.

Allora il Signore lassù nel cielo

si diede da fare e in un baleno

tutto fu bene sistemato

e il Signore tirò di fiato!