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Filastrocca: il trattore verde pisello

La mia nipotina ama molto i trattori. Quando passano rimane incantata per la loro maestosità. Ecco allora una filastrocca su di loro.

Ho visto un trattore
sfrecciare lontano.
andava veloce
però contromano.

Il suo colore
era verde pisello
disegnato sul cofano
un bel pipistrello.

Correva per strada
e infine nei prati
e i miei occhi
eran incantati.

Volevo salire
sul grande trattore,
volevo guidare
a tutte le ore.

Di giorno, di notte
non era importante
bastava guidare
per sentirmi grande.

Mi avvicinai
allora pianino,
guardai su in alto,
ero proprio piccino!

Chi lo guidava
era un gran omaccione,
mi diede uno sguardo
mi fece terrore.

Tornai allora a casa,
presi i miei giochi
e ve lo assicuro,
non erano pochi.

Presi il trenino,
le mie macchinine
e il mio trattorino
con le ruote piccine.

Avevo anch’io
la mia fattoria
con tanti animali
e chiesi alla zia:

“Ti prego, giochiamo
io prendo il trattore,
le mucche, le pecore
il vecchio furgone.”

Giocammo insieme
per tantissime ore.
Da grande, sicuro
avrei fatto il fattore!

 

Filastrocca: il passerotto occhialuto

Un passerotto mentre volava
contro ogni cosa si schiantava
e non riusciva a capire il perché,
sapeva volare, altro non c’è!

Il passerotto era carino,
aveva un musino birichino,

un piccolo becco molto appuntito
ma alcune volte era ferito.
Andando a sbattere continuamente
a volte si faceva male e a volte niente,
ma molto spesso era ammaccato

e qualche volta anche tagliato!
Mamma passero lo portò dal dottore,
un gufo saggio e molto sornione:
guardò il musino e poi gli occhietti
che non trovò proprio perfetti.
Doveva trovare una soluzione
per il passerotto e aveva ragione.
Tutta la notte restò alzato
ma un rimedio aveva trovato.

Quel povero passero tanto carino
non ci vedeva da vicino!
Prese due lenti, un fil di ferro,
li mise insieme e fece un modello,
forse un po’ strano ed inusuale
di occhialino, per poter volare.
Ora se guardi lassù nel cielo
e vedi brillare a ciel sereno,
è il passerotto, ma non lo fissare
perché si potrebbe… vergognare!

Filastrocca: l’anziano

Passando per caso
davanti a un giardino
seduto nel prato
c’era un uomo cattivo.

Aveva sul capo
un vecchio cappello
e teneva per mano
un antico rastrello.

Mi chiesi allora
che cosa facesse
quell’uomo nel prato,
senza interesse…

Mi accorsi però
del suo sguardo spento,
gli tremava la mano,
non era contento.

Mi avvicinai
allora pianino,
guardai l’anziano
e mi sedetti vicino.

Mi prese la mano,
la strinse a sé,
sembrava chiedesse
“Perché proprio a me?

Perché quel rastrello?
Seduto in un prato?”

Mille domande
tutte d’un fiato.

Allora capii
che cosa facesse
quell’uomo nel prato,
senza interesse.

E poi sorrise,
aveva intuito,
egli si era
soltanto smarrito.

Si alzò senza fretta.
mi dette la mano
e insieme partimmo
ma non andammo lontano.

Aveva trovato
la sua dimora
e da quel giorno
non fui mai più sola!