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Suor Giuseppina Demuro

Suor Giuseppina Demuro nasce a Lanusei, in provincia di Nuoro il 2 Novembre 1902. È la secondogenita di nove figli.

Dopo esser emigrati a Cagliari, Giuseppina si avvicina la mondo delle Suore Vincenziane ed entra nella congregazione delle Figlie della Carità.

Nel 1923 arriva a Torino dove prende l’abito religioso.

Nel 1926 fa parte del gruppo chiamate a seguire le detenute del carcere giudiziario “Le Nuove”, di Torino. Si ingegna per trovare modi e metodi per relazionare con le detenute . Impara a suonare l’harmonium, a fare della musica uno strumento di gioia, di liberazione dal male e di crescita interiore per le sue carcerate. si istruisce maggiormente, cerca di ridurre le sofferenze dei detenuti.

Nel 1942 viene nominata  Superiora e comandante delle sezione femminile, dietro suggerimento del Direttore del carcere, dottor Marino Tamburrini.

Delle molteplici gesti edificanti di Suor Giuseppina ricordiamo:

  1. la revoca dell’esecuzione capitale di un padre di famiglia condannato a morte per ragioni politiche;
  2. la salvezza di una giovane ebrea trattenuta presso il carcere Le Nuove, anziché essere deportata in un lager tedesco, perché venne applicato alla lettera il Regolamento penitenziario del 1931 che prescriveva il trasferimento di un detenuto se si conosceva prima e con esattezza il luogo di destinazione;
  3. il ricovero infondato di due coniugi ebrei che si salvarono fuggendo dall’ospedale in cui si trovavano; tale gesto è ricordato ancora oggi dai loro due figli con immensa gratitudine;
  4. la sottrazione alle SS di un bambino di appena nove mesi che veniva nascosto in un fagotto di lenzuola sporche e portato via dal carcere;
  5. altri gesti di carità venivano compiuti da questa superiora: · le uova sode sbriciolate venivano messe nelle scatole di medicinali per portarle ai detenuti politici del 1. Braccio tedesco; · varie notizie familiari venivano trasmesse di nascosto ai prigionieri; · le madri venivano consolate allorquando, arrivate al carcere per effettuare colloquio, erano messe a conoscenza della tragica fine che era toccata ai loro figli fucilati al Martinetto; · il consigliare vari prigionieri sull’adattamento alla vita penitenziaria e al regime intramurario imposto dalle SS, il saper chiedere al maresciallo Siegl, comandante dei reclusi sotto le SS, di far celebrare la Messa del Natale 1944 a Ruggero, cappellano del carcere cui era negato l’accesso al 1. Braccio; · il saper ricorrere a sotterfugi come lo scambio di lastre e di altri esiti medici, grazie alla complicità del dottore in carica, per trasferire in infermeria detenuti politici al fine di offrire loro un trattamento meno disumano.
  6. la nascita dell’Asilo Nido per i bambini da 0 a 3 anni, allevati con le loro madri che espiavano una pena; · l’apertura della “Casa del Cuore” destinate alle detenute senza dimora, con difficoltà economiche, con figli minorenni; · i pranzi offerti alle detenute in occasione del Suo onomastico; la scuola per imparare a leggere, scrivere e fare i conti, i corsi di rattoppo, di stireria, di maglieria, il conforto di madre buona a chi non aveva mai avuto genitori oppure li aveva uccisi di persona per motivi aberranti ed inauditi. 
  7. Diventa fondatrice della Casa del cuore, aperta nel Maggio del 1949. Le liberate dalle varie carceri italiane che non hanno famiglia o rifiutate dalla stessa troveranno qui una accoglienza familiare. Sono incluse anche le recluse dei Manicomi giudiziari o delle Case di Pena.

    La Casa del Cuore aveva 12 posti letto.

    Suor Giuseppina Demuro muore tra le sue amate detenute il 18 Ottobre 1965, amata e venerata da tutti!

    Tratto da:

    http://www.museolenuove.it/index.php/news/item/21-suor-giuseppina-una-donna-attenta-ai-bisogni-degli-altri